Scrivo. Scrivo cose nuove, cose vecchie, cose strane ma comunque scrivo. Le cose nuove, forse, le disprezzo un po’ di più, grazie a un senso di inadeguatezza che mi invade la mente, perché ciò che è nuovo, ciò che potrebbe risultare troppo complesso, mi infastidisce facendomi addirittura arrabbiare con ciò che ho scritto e con me per aver creato quella cosa. Le cose strane invece sono quelle che mi fanno impazzire di più, perché mi fanno esternare il più possibile, rendendomi quasi vulnerabile agli occhi di tutti, una preda facile insomma, ma che non si scorda di tenere la guardia alta. E infine le cose vecchie. Quelle che mi rendono più triste, perché mi ricordano che ormai tutto è passato e tutto passerà, che sia in maniera rapida o lenta, dolorosa o dolce. E come tutto passerà, passerò pure io unendomi a ciò che ho scritto in passato e chiudendo per sempre il mio cerchio.